Ogni anno, quando si arriva alla dichiarazione dei redditi, il tema del 5 per mille si fa caldo, norme e normative si rincorrono, ed i milioni di italiani che già costantemente dal 2006 scelgono di premiare questo importantissimo strumento di sussidiarietà fiscale chiedono informazioni e indicazioni certe. Abbiamo pertanto cercato di rispondere alle domande più ricorrenti, lasciando spazio ad eventuali ulteriori quesiti, per i quali è possibile compilare il form qui a lato.

Cos’è il 5 per mille?

Si tratta di una misura di sussidiarietà fiscale introdotta per la prima volta nella Legge Finanziaria 2006. Il cittadino-contribuente può devolvere il 5 per mille della propria Irpef a sostegno di enti che svolgono attività socialmente rilevanti (ad esempio non profit, ricerca scientifica).

Quali sono gli enti o associazioni che possono beneficiare del 5 per mille?

Il 5 per mille può essere destinato a: associazioni di volontariato e altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale come le coop sociali, associazioni di promozione sociale e associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’articolo 10, comma 1, lettera a), del DL n. 460 del 1997; enti di ricerca scientifica e dell’università; enti di ricerca sanitaria; associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI a norma di legge; attività sociali svolte dal comune di residenza del contribuente e, dal 2012, enti “esercenti attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici”.

Quali enti possono beneficiare del 5 per mille?

È l’Agenzia delle Entrate a riconoscere tale diritto agli enti. Ogni anno i potenziali beneficiari presentano domanda presso l’Agenzia delle Entrate che successivamente pubblica l’elenco degli aventi diritto. Sul sito dell’Agenzia un motore di ricerca verifica che un ente abbia diritto oppure no a ricevere il 5 per mille. Quest’anno il termine per la presentazione la domanda è il 9 maggio. Il 14 maggio sarà pubblicato l’elenco provvisorio degli ammessi al contributo. Gli enti non ammessi per motivi formali possono rientrare, ripresentando la domanda o integrando la documentazione entro il 30 settembre, e ottemperando a una sanzione di 250 euro.

Come faccio a donare il 5 per mille?

Con la dichiarazione dei redditi il contribuente può scegliere a chi devolvere il proprio 5 per mille utilizzando il modello Unico, il 730 o la Certificazione Unica, dove è predisposta un’apposita area. Il contribuente può decidere di devolverlo genericamente a uno dei settori a disposizione, per esempio al volontariato, e apportare la propria firma nella casella. Ma può anche scegliere l’organizzazione a cui darlo. In questo caso deve scrivere il codice fiscale dell’associazione negli spazi predisposti. Nel primo caso, l’importo del 5 per mille va ripartito fra tutte le organizzazioni del settore; nel secondo caso viene destinato all’ente prescelto. Si può esprimere solo una preferenza.

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Quanto mi costa?

Nulla. In ogni caso il contribuente è tenuto a pagare l’Imposta sul Reddito. Ciò detto, quindi, non comporta alcun aggravio delle imposte da versare.

Un’azienda può destinare il 5 per mille?

No. Il 5 per mille si riferisce esclusivamente all’IRPEF e non all’IRES. Un imprenditore può solo destinare il 5 per mille dei suoi redditi personali.

Che differenza c’è tra il 5 e l’8 per mille?

Tre differenze fondamentali: la prima è la tipologia e la numerosità degli enti. Del 5 per mille beneficiano decine di migliaia di enti di natura privata che promuovono attività solidaristiche, mentre dell’8 per mille godono poche realtà: lo Stato stesso e altre confessioni religiose. La seconda differenza, rispetto al 5 per mille, risiede nella destinazione di quella parte di fondi che non sono stati assegnati ad alcun soggetto. Se il contribuente non firma alcun riquadro, la parte non optata del 5 per mille viene trattenuta dallo Stato per la spesa corrente. Nel caso dell’8 per mille, invece, la parte inoptata viene distribuita tra i partecipanti proporzionatamente alle scelte ricevute. Infine, a differenza del meccanismo dell’8 per mille, in cui la partecipazione o no dei cittadini incide esclusivamente sulla destinazione dei fondi e non sull’ammontare degli stessi che è di natura predefinita, il meccanismo del 5 per mille conta sulla partecipazione di tutti: tanto più numerose saranno le firme, tanto più ingenti saranno i fondi stanziati.

È possibile considerare il 5 per mille una donazione e beneficiare delle agevolazioni fiscali previste?

No, la destinazione del 5 per mille non è una donazione ma un’indicazione allo Stato per indirizzare una quota delle proprie tasse verso i settori previsti, e quindi non può godere delle relative agevolazioni.

Come verifico che cosa è stato fatto con il 5 per mille?

La Finanziaria 2008 ha introdotto l’obbligo di rendicontare i contributi per tutte le associazioni che ricevono il 5 per mille a partire dall’anno 2008 e seguenti. I ministeri competenti garantiscono di pubblicarli successivamente sul proprio sito.

Se quanto fin qui esposto risulta abbastanza chiaro, rimane un’ultima domanda a cui rispondere: a quale soggetto destino il 5 per mille? L’elenco, ogni anno, è sempre molto lungo: abbiamo deciso, quindi, di riportare di seguito una lista di soggetti che, per esperienza professionale o personale, abbiamo conosciuto e che riteniamo pertanto di segnalarvi. Fra tutti, non esprimiamo alcuna preferenza, ma lasciamo a Voi decidere la realtà che volete sostenere.

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